FESTE DI MARIA
(Gazzotti Ezio)


autori
titoli

Indice:

Immacolata Concezione
Madre di Dio
Presentazione
Annunciazione
Visitazione
Assunzione
Preghiera alla Vergine Maria

 

Gli scienziati ci parlano di una fase della storia del nostro pianeta, chiamata "era glaciale". Quanto doveva essere malinconica la vita sulla terra in quel periodo: niente fiori, niente piante, niente creature umane! Solo tanto freddo e notti interminabili. Noi non apparteniamo a questa era. Le stagioni si avvicendano, portando con sé fiori e frutti. Il sole è nostro assiduo compagno di esistenza.
Anche per l’orizzonte della fede noi siamo nella "nuova alleanza", nel periodo in cui si è manifestato Cristo "sole che sorge dall’alto" (Lc 1,78). Primo segnale del disgelo è Maria, "nuova Eva", che esce direttamente dalle mani di Dio.
Le feste di Maria sono celebrazioni dello splendore del Cristo e rifrazioni della sua luce multiforme. Quando parliamo dei fiori, dell’alba e del tramonto parliamo del sole. Così, quando facciamo festa con Maria, annunciamo gli splendori del Cristo. Mille sono i suoi colori:
• la sua venuta corporea tra noi (Annunciazione, Visitazione, Divina maternità...).
• il dono di sé nella croce (Presentazione al tempio e Addolorata)
• la sua trasfigurazione (Assunzione di Maria in cielo).

Le feste di Maria si trovano dentro il ciclo liturgico; non sono collocabili in un quadro alternativo. Narrano le meraviglie del Dio vivente, Padre di Gesù.
Ci fanno vedere le caratteristiche del suo stile:
• la gratuità assoluta della salvezza, la capacità di prevenire addirittura il peccato originale (Immacolata concezione)
• il rispetto con cui Egli si propone (Annunciazione di Maria, Visitazione)
• il dono di sé al mondo mediante l’incarnazione del Figlio Suo Gesù (Maternità di Maria, Visitazione)
• la sua capacità di rigenerare la persona intera, anima e corpo (Assunzione di Maria).

Maria è il "frutto più alto della redenzione". In lei la Chiesa "contempla ciò che è chiamata ad essere per il mondo" (Costituzione sulla Liturgia del concilio Vaticano II, n. 103).
Le feste di Maria sono la testimonianza più alta della totalità della salvezza: veramente il Sole (il Cristo) ha illuminato ogni spazio della esistenza umana (nascita, vita, dolore, morte, anima e corpo). La Vergine è il "rilevatore" più sensibile del passaggio del Signore tra gli uomini.
Presentiamo le feste di Maria come si trovano all’interno dell’anno liturgico. Ogni volta offriamo:
• un breve cenno storico sull’origine della festa
• il messaggio fondamentale delle letture (AT, Lettere degli apostoli e Vangelo).

L’autore

 

 

IMMACOLATA CONCEZIONE
8 dicembre

La festa appare nel calendario romano nel 1476. Pio IX, proclama nel 1854 (8 dicembre), il dogma della "Immacolata concezione di Maria".
Che senso ha questa festa, che è inserita in Avvento?
Partiamo da una situazione concreta. Una sentinella sa bene che cosa è la notte. Tutto tace. La sentinella è sola; il buio la fascia; tutte le paure arrivano addosso: ci saranno degli attentati? Qualcuno tenterà di entrare nel campo?... Ma, finalmente, l’incubo finisce, quando arriva l’alba. Non c’è ancora la pienezza della luce, ma bastano già i primi chiarori a mandare via i rischi e le paure.
L’Immacolata concezione di Maria è come l’aurora. Non è ancora visibile a noi il Cristo, luce che illumina ogni uomo, ma già vediamo operante in Maria il suo mistero di morte e resurrezione. La Vergine è la terra preparata dal Padre perché in essa germogli il Salvatore. Maria è la "nuova Eva" che esce direttamente dalle sue mani (1a lettura). Satana e il peccato non hanno alcun dominio su di lei. La gratuità di Dio si manifesta in pieno. Maria neanche può dire "grazie".
Dio sta stringendo i tempi; sta palesando al mondo il suo progetto di renderci figli nel Figlio (2a lettura). Più che mai, in Maria, Dio Padre si mostra salvatore.
Questa sua creatura è collocata nel mondo. È libera dall’eredità antica (il peccato originale), ma non dalle difficoltà dell’esistenza umana. Deve fare i conti con i dubbi e i limiti culturali del suo tempo e del suo popolo. È salvata in Cristo ma non stravolta. È preordinata a divenire madre del Salvatore, ma accoglierà responsabilmente e liberamente questa vocazione. Dio le toglie il peccato, non la libertà di scelta.
Non le fornisce un’"erudizione particolare"; le dona invece, mediante la pienezza dello Spirito Santo, tanta "sapienza", cioè una singolare capacità di cogliere la sua volontà nei fatti quotidiani. Non vivrà quindi come "dentro una nicchia", al riparo dai rischi. Sarà anzi la "donna forte", posta più che mai (come il Cristo) al centro della lotta contro Satana e il cieco rifiuto delle vie di Dio.
Con Maria la storia dell’umanità "volta pagina". Viene a noi Gesù "nuovo Adamo", vera persona "riuscita" (cf. 2ª lettura).
Appare, in Maria, la straordinaria fantasia di Dio, lo Spirito. Egli sarà, dopo la Pasqua di Gesù, Colui che abita nel cuore degli uomini, così come era presente in Maria.

 

 

MADRE DI DIO
1 gennaio

La solennità di Maria Madre di Dio ci coglie un po’ di sorpresa ed assonnati. Forse abbiamo fatte le ore piccole per congedare l’anno vecchio e salutare il nuovo. Ci siamo ritrovati con gli amici di sempre. Abbiamo cercato di cancellare dalla memoria i fatti luttuosi (terremoti, guerre, rapine ... ). Più che mai ci siamo augurati: "Anno nuovo, vita nuova!". Dentro i nostri gesti, c’è tanta gioia ed anche una vena di malinconia. Qualcuno manca all’appuntamento ed il suo posto è vuoto. Guardandoci allo specchio, abbiamo scoperto qualche capello bianco in più, qualche ruga sul volto. Ci siamo anche chiesti su quali basi potevamo dire che l’anno nuovo sarebbe stato migliore del precedente.
La solennità di Maria, Madre di Dio, è un modo grande per dire al mondo: Buon Anno! La novità vera - ci dice la liturgia - viene da Dio. Maria è colei che la accoglie per prima. Dio è venuto personalmente, corporalmente tra noi. Gesù nasce da donna, nasce sotto la legge (2a lettura). Dio non si occupa più di noi "dall’alto", come un maestro che, mediante i profeti, indica la strada buona. Viene lui, personalmente, nel Figlio suo Gesù.
Nella maternità di Maria contempliamo la manifestazione della condiscendenza e solidarietà di Dio. Colui che stava da sempre presso il Padre, diventa, in Maria, creatura fragile, esposta al rischio. D’ora in poi, segue (e redime) tutto il tragitto dell’esistenza umana. Nella Pasqua, affronta per amore anche la morte. Si ricongiunge al Padre; ritorna tra di noi da risorto; ci dona il suo Spirito per coinvolgerci, già sin d’ora, nella sua esistenza di Figlio (2ª lettura).
Maria annuncia la pienezza dei tempi. Il periodo in cui Gesù nasce non ha in sé nulla di entusiasmante. La "pace di Augusto" è quella basata sulle armi, sull’intimidazione e sulla sottomissione. Erode è un "normale tiranno", né più feroce né meno feroce di altri; è diventato re in Giudea sborsando dei soldi ai "grandi della terra" (nel caso specifico, ad Antonio ed Ottaviano). La vera novità, la vera pienezza, la realizza Dio. Da una vergine nasce il Salvatore degli uomini. Dio (non Giuseppe!) è il Padre di Gesù.
Dio ci fa la più insperata delle sorprese:
• dopo aver parlato nei profeti, ci parla nel Figlio;
• dopo aver inviato altri, viene lui nella persona di Gesù;
• dopo aver preparata la strada mediante la legge, ora inaugura il tempo della grazia. Il Figlio di Dio entra risolutamente nella nostra storia e le impone la svolta decisiva, irrevocabile. Dopo la sua morte e resurrezione noi:
• non ripeteremo più gli stessi "brindisi" al nuovo anno, carichi di desideri ma vuoti di sicurezze;
• il tempo non ci divorerà più, sino a consumarci.
A noi viene data, dal Battesimo in poi, la concreta possibilità di essere inseriti nella vita nuova ed eterna del Figlio di Dio. Come lui siamo condotti verso la Gerusalemme del cielo dallo Spirito.

 

 

PRESENTAZIONE
2 febbraio

Questa solennità è la chiusura ideale dei 40 giorni dal Natale.
Unica è la festa: tre sono le presentazioni.
Nella presentazione di Gesù al tempio, Simeone dice: "Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace...". Questo "uomo giusto e timorato di Dio" rappresenta l’intero popolo di Israele. Ha atteso tanto il salvatore ed ora "lo stringe tra le braccia" (Lc 2,28). I suoi occhi si chiudono non per vecchiaia, ma perché sono stati raggiunti dai bagliori del Cristo.
Maria, presentando Gesù al tempio, è testimone dell’inaugurazione della "nuova era". Finora, Dio aveva guidato Israele mediante la legge; ora è venuto il tempo della grazia. C’era una parola che univa Dio al popolo; ora c’è una Persona viva, quella del Figlio dell’Altissimo. Simeone attendeva la "gloria di Israele": con suo enorme stupore, qui c’è Uno che sarà "luce delle genti" (Lc 2,32).
Questa prima presentazione ne chiama in causa altre due. La luce, che è Cristo, comincerà ad illuminare il popolo, dal battesimo di Giovanni in poi. La sua manifestazione pubblica metterà tutti di fronte ad una scelta: accoglierlo o rifiutarlo. Maria diventerà "discepola della parola". Di fronte alla luce della predicazione di Cristo, qualcuno chiuderà volontariamente gli occhi per non vedere. Così Gesù diventa "segno di contraddizione". Maria, sotto la croce, sarà protagonista della seconda presentazione. Gesù sarà veramente il primogenito che si offre al Padre. Non esisteranno più, sul Calvario, né il tempio né il sacerdozio ebraico. Gesù offrirà se stesso al Padre. Ci farà entrare una volta per sempre da lui (2a lettura). La morte del Cristo sarà "spada che trafigge l’anima" di Maria. Noi oggi, nella processione liturgica, con le candele in mano, accogliamo il Signore crocefisso e risorto.
A lui chiediamo di essere accompagnati, alla fine dei tempi, dal Padre. Il paradiso sarà la definitiva presentazione. La possiamo immaginare come la "processione dei risorti in Cristo" che vanno, con Maria, verso il Padre per stare, sempre, con lui.
Tre sono le presentazioni. Unica è la luce, il Cristo. In ognuna delle scene c’è Maria. È simbolo della Chiesa, anzi dell’umanità intera che si lascia penetrare dallo splendore del Figlio di Dio fatto uomo.

 

 

ANNUNCIAZIONE
25 marzo

Il racconto di Luca (Lc 1,26-30) è la storia del misterioso patto tra il Dio altissimo e Maria. Il Padre di Gesù ha un suo progetto, quello di farci figli nel Figlio.
Si avvicina sommessamente a Maria, forse mediante un’interiore ispirazione, forse mediante una lettura dell’Antico Testamento o l’incontro con una persona. Fa la sua proposta: non ha, infatti, l’abitudine di imporsi violentemente o di schiacciare la persona. Chiama Maria di Nazareth ad un ruolo grande, imprevedibile. Maria si trova davanti a qualcosa di suggestivo e di misterioso. La sua "logica umana" ne è sconvolta. Ma, dalla lettura assidua dell’Antico Testamento, sa che il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe è il Dio delle sorprese. Il suo braccio è potente: dal nulla ha creato il suo popolo; lo ha liberato dalla schiavitù; mediante l’esodo lo ha fatto passare dalla morte alla vita.
I sogni individuali di Maria sono ampiamente superati da questa proposta di Dio. Dice il suo "si"; mette se stessa a servizio del progetto del Signore. È come Mosè che Dio tira fuori dalla sua vita privata, per mandarlo a liberare il suo popolo (cf. Es 3).
Ora che il "sì" di Dio si congiunge con il "sì" di Maria, avviene l’impossibile: Dio diventa uomo. In Maria, il Figlio di Dio inizia una storia in tutto identica alla nostra; nasce da uomo; lavora con mani d’uomo, ama con cuore d’uomo; pensa con mente d’uomo (Gaudium et Spes 22).
Maria è "figlia di Sion", rappresentante di Israele e di tutta l’umanità. Con gioia saluta l’arrivo della liberazione, incarnazione, condiscendenza umana di Dio. È tutta inondata dal soffio dello Spirito.
Per la sua libera adesione, Dio assume un volto ed un nome da uomo. Si "chiamerà Gesù" perché lui è "Dio che salva".
Gesù nasce dal Padre, nasce da Maria. Viene dal cielo, ma, tramite la Vergine, è anche frutto della terra. È vero Dio divenuto vero uomo. È Dio con noi e Dio per noi.
Maria è simbolo della Chiesa. Porta con sé e dentro di sé il Salvatore. Non lo indica dall’esterno, come faceva Giovanni Battista.
Ella è la primogenita tra i "trasfigurati in Cristo". È testimone che "il cielo" ha toccato la terra. Tutto è mutato. La "divinizzazione" degli uomini è iniziata. È il "sì" della fede che ha spalancato agli uomini questa possibilità.

 

 

VISITAZIONE
31 maggio

Spostarsi dalla propria casa è talvolta un grosso peso. Tante cose succedono. Ma poi gli incontri avvenuti cambiano la vita. Il partire alla fine dei conti, si rivela spesso una grande grazia ricevuta.
In questa festa, che conclude il mese di maggio, celebriamo "il viaggio di Maria" e l’incontro con Elisabetta. Sono due donne che hanno accolto in sé una vita umana. La "grazia del Signore" le ha toccate in modo diverso:
• ad Elisabetta, Dio "ha fatto una bella sorpresa" (questo è il significato del nome Giovanni). Ha dato un figlio a lei che era sterile ed avanzata negli anni;
• nella vergine Maria, Dio ha compiuto l’impossibile; l’ha resa madre del suo Figlio unigenito.
Ad ambedue, lo Spirito ha aperto gli occhi ed il cuore. Non hanno parole per sé, ma solo per "benedire Dio". Veramente egli "ha compiuto grandi cose". È stato fedele alle sue promesse. Ogni creatura umana diventa importante quando "crede nell’adempiersi della parola del Signore".
La Chiesa si riconosce in Maria: tutto ciò che essa è ed ha, appartiene al Padre e va donato al mondo. Appena uno è chiamato, subito si deve "mettere in viaggio". Quando il Vangelo risuona ogni creatura umana "sobbalza di gioia" (Lc 1,41.44).
La figura di Maria ci richiama quella dei discepoli nella Pentecoste. Tutti vengono "riempiti di Spirito santo" (Lc 1,41) ed aprono la bocca per celebrare le meraviglie che Dio ha operato in loro. Come Maria, la Chiesa di tutti i tempi è "arca dell’alleanza": porta in sé Dio. Ma non ha la pesantezza del tempio, della pietra stabile ed inamovibile. È qualcosa di agile; la si può trasportare facilmente quando ci si "mette in viaggio".
Come Maria, la Chiesa è madre: lo diventa mediante l’annuncio missionario del Vangelo. Il Cristo le è stato donato perché essa, come comunità pellegrina, lo porti ad ogni creatura umana.
Nella congiunzione tra i due "misteri gaudiosi" (Annunciazione e Visitazione) c’è l’iter della fede. Prima Maria è visitata da Dio e poi visita Elisabetta. Prima accoglie dentro di sé il Salvatore e poi lo porge agli altri. Lascia che Dio entri nella sua casa e poi essa si reca nell’abitazione degli uomini. Siccome Dio la rallegra, ella diventa motivo di gioia per gli uomini. Così avviene per la Chiesa.

 

 

ASSUNZIONE
15 agosto

Una chiesa era stata consacrata a questo mistero, fin dal secolo VI, a Gerusalemme. La solennità si estende, un secolo dopo, a tutto l’oriente con il titolo di "Dormizione di Santa Maria". Viene accolta in occidente da papa Sergio (fine del secolo VII). Gli attuali testi risalgono al 1950, data della proclamazione (da parte del papa Pio XII) del dogma dell’Assunzione di Maria al cielo.
Il ferragosto rappresenta, per tanti di noi, la "libera uscita" annuale. Lasciamo le cose di sempre, per andare in posti nuovi.
Desideriamo dimenticare gli orari, il lavoro, le schiavitù di ogni giorno. Non riusciamo però - anche perché ci portiamo dietro radioline e televisori - a dimenticare completamente una domanda che ci portiamo dentro: "Ma, dove stiamo andando?". La cronaca non ci presenta sempre fatti esaltanti. Soprattutto per chi ha figli (o nipoti), il futuro non si presenta roseo o senza nubi.
La festa di Maria Assunta è proprio un "segno grande" che ci viene dal cielo, cioè da Dio. Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, mediante questa liturgia, ci aiuta a passare dalla cronaca (succede questo e questo) all’interpretazione (che senso hanno questi episodi?).
Le tre letture di oggi non hanno certo la funzione di sostituire la rubrica televisiva "previsioni del tempo" né, tanto meno, pretendono di offrirci una specie di "oroscopo" sul futuro del mondo. La parola di Dio ha costantemente svolto il ruolo di provocare la più attenta e profonda lettura del presente, alla luce della fede.
Ci sono tante comparse nella storia, ma la Bibbia ci aiuta a cogliere i protagonisti. Nella vicenda di Gesù e in quella della Chiesa è in atto una lotta senza quartiere tra il progetto di Dio e l’opera di disturbo di Satana (il "drago" di cui parla la 2ª lettura). Le previsioni sono tutte a favore del principe di questo mondo; c’è infatti una sproporzione tra il bambino neonato (Gesù, il Dio diventato uomo) e il mostro (il drago) che sta per divorarlo. La croce rappresenta il momento dell’apparente sconfitta del progetto di Dio: sembra proprio che Satana sia riuscito a "mettere una pietra sopra" al caso Gesù di Nazareth. Eppure Dio "lo rapisce con sé"; fa risorgere da morte il Figlio suo.
Ora questa lotta prosegue nei discepoli. Maria e la Chiesa sono implicate, sino in fondo, in questo scontro.
Veramente l’esistenza attuale dell’umanità, in particolare dei credenti in Cristo, è un parto doloroso. Come Maria, anche la Chiesa è chiamata a fidarsi di Dio, anche quando stringe tra le braccia il Cristo crocefisso. La Vergine è il "segno grande" che Dio ci offre. Ella è già "donna vestita di sole"; ha vissuto la croce di Gesù: ora ne vive la resurrezione. Ha sotto i suoi piedi la luna; non è più soggetta alle variazioni, ai rischi di fallimento. I suoi piedi poggiano saldamente sulla terra di Dio. Maria indica già quale sarà il nostro approdo.
È la "prima tra i discepoli" di Gesù. Ne ha vissuta la sconfitta; vive la sua glorificazione.
Il mistero della Pasqua ha trasfigurato il suo corpo.

 

 

PREGHIERE ALLA VERGINE MARIA

 

DONAMI LO SPIRITO DEL TUO FIGLIO

Madre del mio Signore,
serva del tuo Figlio
e genitrice del Creatore del mondo,
ti supplico, ti prego, ti scongiuro:
che io abbia lo Spirito del tuo Figlio Gesù:
che io possa avere Gesù,
da quello Spirito dal quale tu generasti Gesù;
che l’anima mia riceva Gesù
per mezzo di quello Spirito,
dal quale la tua carne concepì lo stesso Gesù;
che io possa conoscere Gesù
da quello Spirito dal quale tu conoscesti
di avere in grembo e di generare Gesù;
che io ami Gesù con quello Spirito
nel quale tu lo adori come Signore
e lo contempli come Figlio. Amen.
(s. Ildefonso di Toledo, 607-667)

 

UN SOLO CUORE

O Padre, hai voluto che il tuo Unigenito, vivente da tutta l’eternità nel tuo cuore, vivesse e regnasse per sempre nel cuore della vergine Maria: concedici, ti supplichiamo, di onorare sempre questa santissima vita di Gesù e di Maria in un solo cuore, di formare un solo cuore con essi e tra noi, e di compiere in tutto la tua volontà, con tale amore e tanta generosità da meritare di essere uomini secondo il tuo cuore. Amen.
(s. Giovanni Eudes, 1601-1680)

 

VERGINE IN PREGHIERA

O Maria, ti preghiamo: facci comprendere, desiderare, possedere in tranquillità la purezza dell’anima e del corpo.
Insegnaci il raccoglimento, l’interiorità;
dacci la disposizione ad ascoltare le buone ispirazioni e la parola di Dio.
Insegnaci la necessità della meditazione, della vita interiore personale, della preghiera che Dio solo vede nel segreto.
O Maria, insegnaci l’amore, l’amore a Cristo, l’amore-sacrificio per i fratelli.
Ottieni a noi la fede, la fede semplice, piena e forte, la fede sincera, attinta alla sua fonte verace, la parola di Dio.
Anche di speranza abbiamo bisogno. Tu sei, Maria, immagine e inizio della Chiesa; risplendi ora innanzi al popolo di Dio quale segno di certa speranza e di consolazione. Amen.
(Paolo VI, 1897-1978)

 

MADRE DEI SACERDOTI

Madre di Cristo,
al Messia Sacerdote hai dato il corpo di carne
per l’unzione del santo Spirito
a salvezza dei poveri e contriti di cuore,
custodisci nel tuo cuore e nella Chiesa
i sacerdoti,
Madre del Salvatore.
Madre della fede,
hai accompagnato al tempio il Figlio
dell’uomo,
compimento delle promesse date ai Padri,
consegna al Padre per la sua gloria
i sacerdoti del Figlio tuo,
Arca dell’Alleanza.
Madre della Chiesa,
tra i discepoli nel cenacolo pregavi lo Spirito
per il popolo nuovo e i suoi pastori,
ottieni all’ordine dei presbiteri la pienezza
dei doni,
Regina degli apostoli.
Madre di Gesù Cristo,
eri con lui agli inizi della sua vita
e della sua missione,
lo hai cercato Maestro tra la folla,
lo hai assistito innalzato da terra,
consumato per il sacrificio unico eterno,
e avevi Giovanni vicino, tuo figlio,
accogli fin dall’inizio i chiamati,
proteggi la loro crescita,
accompagna nella vita e nel ministero
i tuoi figli,
Madre dei sacerdoti.
Amen.
(Giovanni Paolo II, Pastores dabo vobis, 82)

 

AIUTACI AD ADORARE

Madre di Gesù e madre nostra,
ci mettiamo accanto a te
presso la croce del tuo Figlio,
per entrare nel mistero
della sua oblazione d’amore
e dimorare nel suo cuore.
Suscita in noi, Maria,
i tuoi sentimenti di partecipazione
alla sofferenza di Gesù e del mondo.
Tu vedi quanto le nostre parole
sono imperfette
e i nostri pensieri lontani
dalla tua comunione col Figlio che muore.
Aiutaci a pregare in silenzio,
ad adorare lungamente nella fede,
ad accogliere la volontà di Dio fino all’ultimo.
Donaci la gioia di offrirci con te al Figlio tuo
e con lui al Padre.
O madre dei dolori, rendi il nostro cuore
simile al tuo.
Amen.

 

DONACI LA TUA DISPONIBILITÀ

Vergine santissima, madre di Cristo e madre della Chiesa, con gioia ci uniamo al tuo canto di amore riconoscente.
Con te rendiamo grazie a Dio, "la cui misericordia si stende di generazione in generazione".
Tu che sei stata con umiltà e magnanimità "la serva del Signore", donaci la tua stessa disponibilità per il servizio di Dio e per la salvezza del mondo. Apri i nostri cuori alle immense prospettive del regno di Dio e dell’annuncio del Vangelo a ogni creatura.
Nel tuo cuore di madre sono sempre presenti i molti pericoli e i molti mali che schiacciano uomini e donne del nostro tempo. Ma sono presenti anche le tante iniziative di bene, le grandi aspirazioni ai valori, i progressi compiuti nel produrre frutti abbondanti di salvezza.
Vergine coraggiosa, ispiraci forza d’animo e fiducia in Dio, perché sappiamo superare tutti gli ostacoli che incontriamo nel compimento della nostra missione. Insegnaci a trattare le realtà del mondo con vivo senso di responsabilità cristiana, nella gioiosa speranza della venuta del regno di Dio, dei nuovi cieli e della terra nuova. Amen.
(Giovanni Paolo II)

 

INVOCAZIONI A MARIA

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi
Tu che hai detto "sì" all’angelo
Tu che hai accolto Cristo nella fede
Tu che sei stata sollecita nel visitare Elisabetta
Tu che hai esultato in Dio salvatore
Tu che hai creduto nella misericordia di Dio
Tu che hai generato il Figlio di Dio
Tu che hai accolto i pastori a Betlemme
Tu che hai mostrato Gesù ai Magi
Tu che hai presentato Gesù al tempio
Tu che hai chiesto il miracolo a Cana
Tu che hai seguito il tuo Figlio fino alla croce
Tu che hai accolto Giovanni come figlio
Tu che hai sperato al di là di ogni speranza umana
Tu che hai perseverato con gli apostoli in preghiera
Tu che hai implorato il dono dello Spirito
Tu che hai collaborato all’opera della salvezza
Tu che intercedi continuamente in nostro favore
Tu che sei nostra madre e regina

 

LITANIE LAURETANE

Signore, pietà; Signore, pietà
Cristo, pietà; Cristo, pietà
Signore, pietà; Signore, pietà
Santa Maria
prega per noi

Santa Madre di Dio
Santa Vergine delle vergini
Madre di Cristo
Madre della Chiesa
Madre della divina grazia
Madre purissima
Madre castissima
Madre sempre vergine
Madre immacolata
Madre degna d’amore
Madre ammirabile
Madre del buon consiglio
Madre del Creatore
Madre del Salvatore
Vergine prudente
Vergine degna di onore
Vergine degna di lode
Vergine potente
Specchio di perfezione
Sede della Sapienza
Fonte della nostra gioia
Tempio dello Spirito Santo
Tabernacolo dell’eterna gloria
Dimora consacrata a Dio
Rosa mistica
Torre della santa città di Davide
Fortezza inespugnabile
Santuario della divina presenza
Arca dell’alleanza
Porta del cielo
Stella del mattino
Salute degli infermi
Rifugio dei peccatori
Consolatrice degli afflitti
Aiuto dei cristiani
Regina degli angeli
Regina dei patriarchi
Regina dei profeti
Regina degli apostoli
Regina dei martiri
Regina dei confessori della fede
Regina delle vergini
Regina di tutti i santi
Regina concepita senza peccato
Regina assunta in cielo
Regina del rosario
Regina della pace
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo;
perdonaci, Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo;
ascoltaci, Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo;
abbi pietà di noi

Preghiamo

Padre santo, che nel cammino della Chiesa, pellegrina sulla terra, hai posto quale segno luminoso la beata Vergine Maria, per sua intercessione sostieni la nostra fede e ravviva la nostra speranza, perché nessun ostacolo ci faccia deviare dalla strada che porta alla salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ANGELUS DOMINI

Al termine delle lodi, oppure all’inizio della preghiera del mattino, si dice l’Angelus Domini o il Regina Caeli, antifone mariane che ricordano i misteri dell’incarnazione e della risurrezione.

L’angelo del Signore portò l’annunzio a Maria.
Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.

Eccomi, sono la serva del Signore.
Si compia in me la tua parola.

E il Verbo si fece carne.
E venne ad abitare in mezzo a noi.

Prega per noi, santa Madre di Dio.
E siamo resi degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre; tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce, guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

(oppure)

Tu hai voluto, o Padre, che all’annunzio dell’angelo la Vergine immacolata concepisse il tuo Verbo eterno e, avvolta dalla luce dello Spirito santo, divenisse tempio della nuova alleanza: fa’ che aderiamo umilmente al tuo volere, come la Vergine si affidò alla tua parola. Per Cristo nostro Signore. Amen.

(oppure)

O Dio di misericordia, guarda i tuoi fedeli che ricordano il mistero dell’incarnazione del tuo Verbo: concedi a quanti credono nel suo amore, di essere uniti, per la forza del tuo Spirito, alla sua oblazione riparatrice. Per Cristo nostro Signore.  Amen.

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